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Studi da esplorare

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Tecnologia e metodi
Studio metodologico

PET cerebrale: quanto conta la ricostruzione delle immagini?

Due ricostruzioni dello stesso esame PET possono produrre valori diversi. Lo studio mostra perché l’armonizzazione dei protocolli è essenziale quando si confrontano misure del metabolismo cerebrale.

Annals of Nuclear Medicine · 2026 · pubblicazione online

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Come è stato condotto

Confronto retrospettivo di Q.Clear e VUE Point FX sulla stessa acquisizione: 1.145 cartelle esaminate e 1.022 coppie leggibili incluse. Analisi regionali e voxel per voxel, con normalizzazione all’intero cervello, al cervelletto e al ponte.

I risultati principali

  • Le medie di riferimento con Q.Clear aumentavano dello 0,953% nell’intero cervello, dello 0,595% nel cervelletto e dello 0,818% nel ponte.
  • Nella regione temporale mediale la differenza SUVR, normalizzata all’intero cervello, era −0,00625. Il valore descrive un effetto del protocollo, non un errore diagnostico individuale.

Perché è rilevante

Per confronti quantitativi e studi multicentrici servono ricostruzioni armonizzate e validazioni specifiche del protocollo.

Limiti da considerare

Un solo sistema e una coppia di protocolli; assenza di riferimento di verità e di dati diagnostici/cognitivi. I risultati non stabiliscono quale ricostruzione sia più accurata e non vanno estesi direttamente alla PET amiloide.

Differenze regionali dei rapporti SUVR tra Q.Clear e VUE Point FX nelle tre normalizzazioni. I valori della mappa sono moltiplicati per 1.000.
Figura 2 · Differenze regionali dei rapporti SUVR tra Q.Clear e VUE Point FX nelle tre normalizzazioni. I valori della mappa sono moltiplicati per 1.000.
Fonte: Chiaravalloti et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Agostino Chiaravalloti, Daniele di Biagio, Nicola D’Ascenzo, Nicoletta Urbano, Alessandro Martorana, Orazio Schillaci.

Reconstruction-dependent differences in brain [18F]FDG PET: a large-scale same-acquisition comparison of Q.Clear and VUE Point FX.

Annals of Nuclear Medicine. 2026 · pubblicazione online.
DOI: 10.1007/s12149-026-02278-x

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Oncologia e imaging
Studio retrospettivo

Carcinoma mammario: stadiazione e traiettorie della recidiva

PET con FDG e TC con contrasto, eseguite nella stessa seduta, aiutano a descrivere l’estensione e l’evoluzione della malattia. L’utilità varia con lo stadio e il rischio clinico.

European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging · 2026 · pubblicazione online

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Come è stato condotto

Studio monocentrico: 116 pazienti nella coorte di stadiazione; 176 pazienti e 429 esami nella coorte longitudinale. Confronto con valutazione multidisciplinare, istologia quando disponibile e imaging di follow-up.

I risultati principali

  • La stadiazione linfonodale mostrava sensibilità del 64,8%, specificità dell’88,9% e accuratezza del 72,9%.
  • Nei 311 esami di restaging con riferimento clinico definito, l’accuratezza per progressione era del 98,1%. La prima recidiva confermata era multiorgano/multisistema in 48 pazienti su 82.

Perché è rilevante

I risultati sostengono un impiego selettivo della PET/TC con contrasto nei profili di rischio più elevato e nella caratterizzazione longitudinale della recidiva.

Limiti da considerare

Disegno retrospettivo e monocentrico; pochi casi M1 confermati alla stadiazione iniziale. Le prestazioni osservate in queste coorti selezionate non sono una garanzia di accuratezza per ogni paziente.

Prestazioni della PET/TC con contrasto nella stadiazione linfonodale iniziale della coorte studiata.
Figura 2 · Prestazioni della PET/TC con contrasto nella stadiazione linfonodale iniziale della coorte studiata.
Fonte: Chiaravalloti et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Agostino Chiaravalloti, Shyqyri Samarxhiu, Ilaria Portarena, Valeria Flaminio, Nicola D’Ascenzo, Orazio Schillaci, Gianluca Vanni.

Stage-dependent performance and molecular subtype-specific relapse patterns on same-session [18F]FDG PET/contrast-enhanced CT in breast cancer.

European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging. 2026 · pubblicazione online.
DOI: 10.1007/s00259-026-08077-w

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Metabolismo osseo
Studio retrospettivo

Displasia fibrosa: il legame tra FGF23 e metabolismo osseo

Il lavoro esplora come un biomarcatore del metabolismo del fosfato si associ alla captazione di FDG nelle lesioni ossee della displasia fibrosa.

Clinical and Translational Imaging · 2026 · pubblicazione online

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Come è stato condotto

Coorte retrospettiva monocentrica di 40 adulti. Confronto tra FGF23 sierico e parametri della lesione ossea a maggiore captazione, con analisi delle correlazioni e correzione per confronti multipli.

I risultati principali

  • FGF23 era correlato con SUVmax (r = 0,396) e SUVmean (r = 0,400); entrambe le associazioni avevano p = 0,011 e q = 0,040 dopo correzione BH-FDR.
  • Le misure volumetriche MTV/TLG non erano calcolabili in 9 pazienti su 40 per la bassa captazione e non risultavano significativamente associate a FGF23 nei 31 casi valutabili.

Perché è rilevante

Biomarcatore ematico e imaging descrivono aspetti complementari della malattia. Una captazione elevata può essere presente anche in lesioni benigne.

Limiti da considerare

Campione limitato, un solo centro e analisi di una lesione indice. La correlazione non dimostra causalità; la bassa captazione limita la quantificazione. La PET non è presentata come esame di prima scelta per tutta la displasia fibrosa.

Esempio pubblicato di lesione di displasia fibrosa con intensa captazione di FDG, confrontata con la morfologia TC.
Figura 1 · Esempio pubblicato di lesione di displasia fibrosa con intensa captazione di FDG, confrontata con la morfologia TC.
Fonte: Chiaravalloti et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Agostino Chiaravalloti, Luca Verdesca, Orazio Schillaci, Alessandra Malandruccolo, Anna Zambrano, Mauro Celli, Luca Celli.

Association between serum FGF23 and [18F]FDG PET/CT uptake metrics in fibrous dysplasia.

Clinical and Translational Imaging. 2026 · pubblicazione online.
DOI: 10.1007/s40336-026-00790-8

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Medicina nucleare e terapie
Revisione narrativa

Linfomi: dalle radioimmunoterapie alla teranostica

Una lettura critica delle terapie che trasportano radiazioni alle cellule del linfoma: risultati consolidati, bersagli emergenti e ostacoli alla loro applicazione clinica.

Cancers · 2026; 18(12):1960

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Come è stato condotto

Revisione narrativa della letteratura da PubMed e Scopus su radioimmunoterapia anti-CD20 e strategie dirette contro CD22, CD37, CD45 e CXCR4. Non è una sperimentazione clinica né una metanalisi.

I risultati principali

  • Le esperienze anti-CD20 dimostrano attività antitumorale in contesti selezionati, ma non un beneficio uniforme sulla sopravvivenza globale.
  • Gli approcci emergenti richiedono selezione tramite imaging, dosimetria e valutazione della riserva midollare; l’evidenza per diverse terapie resta basata su piccoli gruppi selezionati.

Perché è rilevante

Lo sviluppo futuro dipende dall’integrazione tra ematologia e medicina nucleare, dalla sicurezza e dalla scelta del bersaglio appropriato.

Limiti da considerare

Sintesi narrativa di evidenze eterogenee, senza una stima quantitativa aggregata. Le strategie sperimentali non sono presentate come trattamenti standard per tutti i linfomi.

Percorso di identificazione e selezione della letteratura inclusa nella revisione narrativa.
Figura 1 · Percorso di identificazione e selezione della letteratura inclusa nella revisione narrativa.
Fonte: Chiaravalloti et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Agostino Chiaravalloti, Daniele Di Biagio, Pierpaolo Alongi, Elizabeth Katherine Triumbari, Annalisa Noce, Michele Basilicata, Ferdinando Calabria.

Radiometabolic Therapy in Lymphoma: From Radioimmunotherapy to Emerging Theranostic and Combination Strategies.

Cancers. 2026; 18(12):1960.
DOI: 10.3390/cancers18121960

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Tecnologia e radioprotezione
Revisione narrativa

CBCT dentale: qualità diagnostica e radioprotezione

La TC cone-beam fornisce informazioni tridimensionali in odontoiatria. Questa revisione esamina come giustificare l’esame e ottimizzare la dose in relazione al quesito diagnostico.

Applied Sciences · 2026; 16(12):6055

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Come è stato condotto

Ricerca su PubMed/MEDLINE e Scopus aggiornata al 15 maggio 2026. Sintesi strutturata di 24 studi primari: 9 su dose, livelli di riferimento e modelli di rischio; 15 su schermature o strategie di radioprotezione.

I risultati principali

  • Dose e rischio modellizzato variano con apparecchio, campo di vista, parametri di esposizione, età e ripetizione degli esami.
  • I benefici delle schermature dipendono da geometria, posizionamento e qualità dell’immagine. Non emerge una riduzione universale della dose applicabile a ogni protocollo.

Perché è rilevante

La giustificazione dell’esame e la scelta del campo di vista adeguato sono centrali. L’ottimizzazione deve mantenere le informazioni necessarie alla decisione clinica.

Limiti da considerare

Revisione narrativa e studi eterogenei, molti dosimetrici o basati su modelli: il rischio stimato non equivale a tumori osservati e non è una previsione individuale.

Schema della revisione su esposizione, rischio modellizzato e strategie di protezione nella CBCT dentale.
Figura 2 · Schema della revisione su esposizione, rischio modellizzato e strategie di protezione nella CBCT dentale.
Fonte: Zanon et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Chiara Zanon, Agostino Chiaravalloti, Filippo Crimì, Vittorio Favero, Federico Santarelli, Emilio Quaia, Patrizio Bollero, Maria Paola Belfiore, Michele Basilicata.

Cancer Risk Estimation and Radiation-Protective Shielding in Dental Cone-Beam Computed Tomography: An Updated Narrative Review.

Applied Sciences. 2026; 16(12):6055.
DOI: 10.3390/app16126055

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Oncologia e imaging
Studio retrospettivo

Tumore prostatico: PET PSMA su sistema total-body

La PET con piflufolastat, diretta contro PSMA, viene studiata con un’acquisizione di otto minuti su un sistema a lungo campo assiale. Nella recidiva, la positività cresce con il PSA.

European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging · 2026; 53:5811–5820

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Come è stato condotto

Studio monocentrico retrospettivo di 103 pazienti: 42 per stadiazione iniziale e 61 per sospetta recidiva. Analisi della distribuzione delle sedi positive e della relazione tra PSA e risultati PET.

I risultati principali

  • La PET era positiva in 91/103 pazienti (88,3%): 42/42 nella stadiazione e 49/61 (80,3%) nella sospetta recidiva.
  • Nel sottogruppo di recidiva il PSA mediano era 2,40 ng/mL nei positivi e 0,42 ng/mL nei non positivi; l’associazione con il numero di sedi positive aveva rho = 0,620.

Perché è rilevante

Il lavoro descrive la resa di un protocollo breve e il contributo dell’imaging alla localizzazione della malattia in diversi contesti clinici.

Limiti da considerare

Serie retrospettiva selezionata, senza confronto diretto tra scanner o durate di acquisizione. Il tasso di positività non coincide con sensibilità diagnostica né prova la superiorità del sistema.

Tasso di positività PET per fasce di PSA nel sottogruppo valutato per recidiva: dati descrittivi della coorte, non soglie diagnostiche universali.
Figura 4 · Tasso di positività PET per fasce di PSA nel sottogruppo valutato per recidiva: dati descrittivi della coorte, non soglie diagnostiche universali.
Fonte: Alongi et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Pierpaolo Alongi, Agostino Chiaravalloti, Simone Morea, Daniele Di Biagio.

Clinical performance of [18F]piflufolastat PET/CT on a 194-cm LAFOV PET/CT system in prostate cancer.

European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging. 2026; 53:5811–5820.
DOI: 10.1007/s00259-026-07955-7

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Malattie neurodegenerative
Studio osservazionale

Alzheimer: biomarcatori nel sangue e metabolismo cerebrale

I biomarcatori plasmatici e la PET con FDG osservano aspetti diversi della malattia. Lo studio indaga dove i segnali di tau nel sangue si associano alla riduzione del metabolismo cerebrale.

European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging · 2026; 53:5699–5708

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Come è stato condotto

Analisi voxel per voxel di 100 pazienti con disturbi cognitivi, con un sottogruppo di 58 casi di Alzheimer confermato dal liquor. Regressioni aggiustate per età e sesso, dopo normalizzazione PET al cervelletto.

I risultati principali

  • Il rapporto p-tau181/Aβ42 mostrava l’associazione negativa più consistente con il metabolismo, soprattutto nelle regioni temporali ventrali/fusiformi della coorte completa.
  • L’associazione persisteva nel sottogruppo di 58 casi confermati. P-tau217 e p-tau217/Aβ42 non mostravano cluster sopra soglia in questo sottogruppo.

Perché è rilevante

Gli esami ematici e l’imaging forniscono informazioni molecolari e metaboliche complementari. Il risultato non stabilisce la superiorità diagnostica generale di un biomarcatore.

Limiti da considerare

Coorte eterogenea, analisi esplorative e soglie statistiche non corrette a livello voxel nella coorte completa; necessarie conferme indipendenti e longitudinali. Le associazioni non dimostrano causalità.

Mappe delle associazioni tra biomarcatori plasmatici e metabolismo FDG PET nella coorte completa. Sono mappe statistiche di gruppo.
Figura 1 · Mappe delle associazioni tra biomarcatori plasmatici e metabolismo FDG PET nella coorte completa. Sono mappe statistiche di gruppo.
Fonte: Chiaravalloti et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Agostino Chiaravalloti, Caterina Motta, Chiara Giuseppina Bonomi, Martina Poli, Carmela Di Russo, Orazio Schillaci, Alessandro Martorana.

Plasma phosphorylated tau biomarkers map onto [18F]FDG PET hypometabolism: a voxel-wise study in a clinical cohort with CSF-confirmed AD subgroup analysis.

European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging. 2026; 53:5699–5708.
DOI: 10.1007/s00259-026-07939-7

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Medicina nucleare e terapie
Studio esplorativo

Tumori neuroendocrini: la risposta oltre le dimensioni

Dopo terapia con lutezio-177 DOTATATE, il segnale della PET recettoriale può diminuire anche quando la lesione cambia poco di dimensione alla TC.

Annals of Nuclear Medicine · 2026; 40:1111–1120

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Come è stato condotto

Analisi retrospettiva di 29 pazienti con neoplasie neuroendocrine gastroenteropancreatiche dopo quattro cicli di PRRT. Confronto prima/dopo di una lesione bersaglio e di rapporti PET normalizzati a fegato e sangue.

I risultati principali

  • Il SUVmax mediano scendeva da 52,22 a 29,73 (p = 0,0007); la dimensione mediana da 2,80 a 2,49 cm, senza differenza significativa (p = 0,168).
  • Con le soglie esplorative dello studio, 20/29 pazienti mostravano una risposta del rapporto tumore/sangue; 14 di questi 20 non presentavano una concomitante riduzione dimensionale.

Perché è rilevante

Le variazioni molecolari e morfologiche possono essere discordanti. La PET quantitativa merita ulteriori verifiche come complemento alla valutazione clinica e radiologica.

Limiti da considerare

Solo 29 pazienti e una lesione bersaglio; studio retrospettivo, con criteri esplorativi. Le soglie adottate non sostituiscono RECIST e non dimostrano da sole un beneficio di sopravvivenza.

Discordanza tra variazione della dimensione alla TC e del rapporto tumore/sangue alla PET dopo PRRT; soglie esplorative dello studio.
Figura 2 · Discordanza tra variazione della dimensione alla TC e del rapporto tumore/sangue alla PET dopo PRRT; soglie esplorative dello studio.
Fonte: Chiaravalloti et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Agostino Chiaravalloti, Martina Egidi, Antonio D’Agostini, Luca Filippi, Elizabeth Katherine Anna Triumbari, Oreste Bagni, Orazio Schillaci.

Semiquantitative SSTR PET metrics show molecular–morphologic discordance after 177Lu-DOTATATE in gastroenteropancreatic neuroendocrine neoplasms: an exploratory paired target-lesion analysis.

Annals of Nuclear Medicine. 2026; 40:1111–1120.
DOI: 10.1007/s12149-026-02231-y

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Oncologia e imaging
Studio retrospettivo

Carcinoma mammario: dove si manifestano le recidive?

La sede della recidiva a distanza non è casuale. Lo studio mette in relazione i reperti PET/TC con contrasto e il sottotipo molecolare del carcinoma mammario.

Nuclear Medicine and Molecular Imaging · 2026; 60:590–599

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Come è stato condotto

Studio retrospettivo su 177 pazienti operate e valutate per sospetta recidiva; analisi sede-specifica su 137 pazienti con recidiva a distanza codificabile.

I risultati principali

  • L’osso era interessato in 81/137 casi (59,1%), il polmone in 44/137 (32,1%), i linfonodi distanti in 41/137 (29,9%) e il fegato in 40/137 (29,2%). Le sedi possono coesistere.
  • Il coinvolgimento osseo era più frequente nei tumori luminali: 65/101 (64,4%) contro 11/29 (37,9%) nei non luminali, p = 0,018.

Perché è rilevante

Integrare biologia tumorale e distribuzione delle lesioni aiuta a interpretare il restaging nel contesto clinico individuale.

Limiti da considerare

Studio retrospettivo e monocentrico, con dati non completi per tutti i casi. Le frequenze della coorte non rappresentano il rischio di recidiva di tutte le pazienti con carcinoma mammario.

Distribuzione delle sedi di recidiva a distanza nei 137 casi valutabili. Un paziente può presentare più sedi.
Figura 1 · Distribuzione delle sedi di recidiva a distanza nei 137 casi valutabili. Un paziente può presentare più sedi.
Fonte: Chiaravalloti et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Agostino Chiaravalloti, Gianluca Vanni, Luca Verdesca, Daniele Di Biagio, Mario Tavolozza, Oreste Claudio Buonomo, Orazio Schillaci.

Site-Specific Patterns of Distant Relapse on 18F-FDG PET/Contrast-Enhanced CT According to Molecular Subtype in Breast Cancer: A Retrospective Cohort Study.

Nuclear Medicine and Molecular Imaging. 2026; 60:590–599.
DOI: 10.1007/s13139-026-01022-7

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Cardiologia nucleare
Revisione narrativa

PET cardiaca: scegliere il tracciante per la domanda clinica

Perfusione, vitalità, infiammazione e innervazione richiedono traccianti e protocolli diversi. La review presenta applicazioni consolidate e prospettive della PET cardiaca.

Applied Sciences · 2026; 16(9):4355

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Come è stato condotto

Revisione narrativa critica, con particolare attenzione alla letteratura degli ultimi cinque anni. Include FDG, ammoniaca, rubidio, flurpiridaz, FAPI, FDOPA e traccianti per amiloidosi.

I risultati principali

  • La quantificazione del flusso miocardico e della riserva di flusso è influenzata dal protocollo, dal software e dalla standardizzazione.
  • I radiofarmaci emergenti ampliano le domande esplorabili, ma richiedono validazione specifica e dimostrazione di beneficio aggiuntivo. La review non produce una nuova stima aggregata di efficacia.

Perché è rilevante

La scelta del tracciante deve partire dal quesito clinico e dalla solidità delle evidenze, con percorsi quantitativi riproducibili.

Limiti da considerare

Revisione narrativa, non metanalisi. Il livello di evidenza differisce tra traccianti e indicazioni: disponibilità e utilità non sono uniformi.

Esempio di imaging cardiaco con FDG riprodotto dalla review; il suo significato dipende dalla preparazione e dal quesito clinico.
Figura 1 · Esempio di imaging cardiaco con FDG riprodotto dalla review; il suo significato dipende dalla preparazione e dal quesito clinico.
Fonte: Chiaravalloti et al. (2026), articolo originale. CC BY 4.0. Figura riprodotta, ridimensionata e compressa per il web; didascalia in italiano.

Riferimento bibliografico

Agostino Chiaravalloti, Luca Verdesca, Marco Alfonso Perrone, Antonio Chiaravalloti, Daniele Di Biagio.

Cardiac PET in the Last Five Years: Established Tracers, Novel Radiopharmaceuticals, and Translational Challenges.

Applied Sciences. 2026; 16(9):4355.
DOI: 10.3390/app16094355

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